Niccolò Fabi
UNA SOMMA DI PICCOLE COSE

CD/LP Universal, 2016

di Michela Moramarco

Una somma di piccole cose di Niccolò Fabi è un manuale di accettazione della fragilità. Ci spiega perché Michela Moramarco.

fotografia di Shirin Amini
grafica FattoreQ, Nicoletta Carbotti

Una somma di piccole cose è il titolo del decimo album in studio di Niccolò Fabi, pubblicato nel 2016.

Un album che si potrebbe definire come catarsi o antidoto contro la malinconia. Non nel senso che la allontana, ma nel senso che la accoglie, la comprende, la divide in tante piccole cose, che quella si disperde. Ecco, uno dei motivi per cui si può dire che è un album maturo: la malinconia diviene parte integrante di quelle piccole cose della quotidianità che non sembra più un nemico. Si evince, ascoltando i brani e lasciandosi trasportare dalla relativa intensità che, per quanto possano essere determinate le parole dei testi, siano contenuti alquanto condivisibili.

Impossibile tralasciare che Una somma di piccole cose sia un album anche introspettivo, un’indagine profonda che ogni ascoltatore ha l’opportunità di compiere. Non solo: i testi dei nove brani sono testi compiuti, ovvero raccontano momenti attraversati, vissuti e messi in musica, come un cerchio che si chiude. Le sonorità, dunque, sono calde e a tratti folk. Strizzano l’occhio a progetti d’oltreoceano, ad esempio, alla musica di Bon Iver. La narrazione è ben delineata da una coerenza espressiva tra voce e arrangiamenti.

Niccolò Fabi dipinge un quadro in cui e i colori decisi e le sfumature semantiche si mescolano a creare un manuale di accettazione della fragilità, come se i frammenti, le piccole cose, fossero le componenti essenziali per un’esistenza al completo.

Si tratta quindi di un album che vuole forse ricordare che con “una somma di piccole cose” si determinano grandi differenze.

fotografia di Chiara Mirelli

L’album si lascia apprezzare più volte. L’ascoltatore si rende conto, infatti, della compresenza di tanti dettagli che proprio non si possono trascurare. Dettagli che lascio alla discrezione e alla curiosità di ciascuno.

Ma forse il particolare più importante è anche il più paradossale, ovvero il dettaglio che si scopre alla fine del percorso di ascolto di questo album. Non ultimo per importanza, ma per consapevolezza. Un dettaglio, una delle tante piccole cose di cui si è parlato, in realtà molto eloquente: probabilmente, vince chi molla. Vince chi molla è il brano che sugella l’esperienza delle tante piccole cose come a voler dire che vince la sfida dell’esistenza chi impara a non stare in apnea, a prendere un respiro e quindi, ad ascoltare.

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