Carmen Consoli
ELETTRA

CD Polydor, 2009

di Giulia Pratelli

Il settimo album di inediti della Cantantessa si apre con una domanda diretta, che non lascia scampo “tra tutti i giorni in cui potevi partire / perchè hai pensato proprio al lunedì?”. È da subito chiaro per l’ascoltatore che da quel momento in poi sarà coinvolto e trasportato in un viaggio dal clima familiare, un dialogo a due dai toni morbidi ma decisi e profondi.

In questo viaggio ci accompagna Giulia Pratelli

fotografia di Rankin
grafica: Alberto Bettinetti

Elettra è un disco importante: le sue bellissime dieci tracce hanno permesso a Carmen Consoli di diventare la prima artista femminile ad aggiudicarsi (più che meritatamente) la Targa Tenco per il Miglior Album in assoluto, nel 2010. Continuando il percorso iniziato con Eva contro Eva, gli arrangiamenti abbandonano le sonorità elettriche e le atmosfere rock degli esordi, preferendo l’utilizzo di strumenti acustici che danno vita a sonorità calde e mediterranee.

Con il susseguirsi delle tracce si incontrano storie e personaggi vicini alla quotidianità, etnie diverse che si scontrano, santi in processione, amori lontani e (forse) ormai finiti. È una vita che sembra scorrere lenta, una primavera che tarda ad arrivare: che sia a causa di una Perturbazione Atlantica, della luce spenta su una violenza consumata in famiglia (Mio Zio, Premio Amnesty 2010), della voglia di cambiare vita che si scontra con il pregiudizio sociale e la mancanza di coraggio dell’uomo amato (Elettra). Ma ci sono anche la tenerezza del ricordo del padre da poco scomparso e raccontato in Mandaci una cartolina e la routine di un paese spaventato dalla diversità e piegato dal privilegio dei potenti, descritto in ‘A Finestra, unico brano in dialetto siciliano, omaggio alla tradizione e alla musica di Rosa Balistreri.

Il disco è cesellato da preziose collaborazioni, come il featuring con Franco Battiato in Marie Ti Amiamo e la partecipazione di Marina Rei alla batteria in Ventunodieciduemilatrenta, e arriva a confermare in modo chiaro e forte le grandissime qualità artistiche della Consoli, che, in questo caso, raggiunge un nuovo culmine di eleganza e maturità compositiva ed espressiva.

Nonostante la nostalgia, l’inquietudine e, talvolta, la rabbia, sembrino determinare il clima di questo lavoro, dall’ascolto di questo disco rimane, comunque, la speranza che le cose possano cambiare, se curate con costanza e pazienza, la stessa che si impara dalle piante che “non hanno fretta o scadenza”. Del resto… “È solo questione di poche settimane / Perchè temere che non possano sbocciare?”


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