The Niro
LA NASCITA
Esordisco, 2025
- La nascita (Combusti)
- Nessun rimpianto (Combusti)
- So Odd (Combusti)
- Bergman (Combusti)
- My Desires (Combusti)
- Tarantola (Combusti)
- I Have A Dream (Combusti)
- Borderline (Combusti)
- Amsterdam (Combusti)
- Ulisse (Combusti)
- Rainy Days (Combusti)
LA NASCITA
Con LA NASCITA il cantautore romano Davide Combusti, in arte The Niro, firma uno dei dischi più compiuti e personali della sua storia recente: un album che tiene insieme fragilità e lucidità, intimità e sguardo sul mondo, con una chiarezza espositiva sorprendente e una coerenza quasi esemplare. Anticipato dal singolo Ulisse, l’album esce il 14 novembre 2025 per Esordisco (distribuzione Audioglobe). Il lavoro raccoglie undici brani inediti che fotografano un momento esistenziale preciso e, allo stesso tempo, il clima complesso che attraversiamo tutti, tra conflitti esterni e terremoti interiori.
La presenza alternata di brani in italiano e in inglese non è un vezzo stilistico, né un ritorno nostalgico agli esordi: è una scelta strutturale, pienamente coerente con i temi del disco. L’italiano sembra farsi lingua dell’origine, delle crepe interiori e delle domande più intime – si pensi alla title track La Nascita, a Nessun rimpianto, alla stessa Ulisse – mentre l’inglese apre a un orizzonte più ampio, quasi cinematografico, dentro cui si muovono l’inadeguatezza di So Odd, l’analisi spietata dell’assenza di empatia in Bergman, le derive emotive di My Desires, l’invito alla rivolta interiore di I Have A Dream, il cinismo allegro di Borderline, la sensualità sospesa di Amsterdam e la malinconica speranza di Rainy Days.
Emblematica, in questo senso, Tarantola, che a metà brano cambia lingua e ribalta i ruoli di vittima e carnefice: è come se il passaggio dall’italiano all’inglese diventasse il gesto sonoro con cui The Niro “rompe la ruota” delle relazioni tossiche e si sottrae al veleno. Qui la scelta idiomatica è dichiaratamente drammaturgica, incastonata nel senso profondo del pezzo.
La tessitura sonora de LA NASCITA è uno dei punti di forza del disco: morbida ma mai ovattata, raffinata ma non compiaciuta. The Niro suona ogni strumento e canta ogni linea vocale del progetto, fatta eccezione per pochi interventi mirati (i cori di Marilicia Piccaluga in I Have A Dream e il solo di chitarra di Federico Mantova in Amsterdam), costruendo un universo timbrico che porta ovunque la sua firma.
Gli strumenti acustici – chitarre, pianoforti, percussioni – dialogano in modo naturale con un’elettronica “light”, discreta, sempre funzionale al respiro dei brani, mai sovraccarica. È una produzione “calda” e insieme nitida, in cui ogni dettaglio trova il suo posto: merito di una lavorazione in buona parte domestica (“l’album è stato realizzato a casa mia, in solitudine”, racconta lo stesso artista) e dell’attenzione al suono in tutte le fasi, dagli arrangiamenti alla produzione artistica (curata dallo stesso The Niro), dal mix di Francesco Lo Cascio (con Fabio Ferri al mix di Borderline) al mastering di Giovanni Versari. Le voci e le batterie sono state registrate al Millenium Audio Recording di Fabio Ferri, a suggellare un percorso che unisce artigianalità casalinga e cura professionale.
Il risultato è un suono maturo e riconoscibile, che non ha paura di mostrarsi intimo ma rifiuta la patina lo-fi: una sorta di confessione ad alta definizione.
La Nascita è, in definitiva, un album-mondo costruito quasi interamente da un solo autore: testi, musiche, strumenti, arrangiamenti e produzione artistica portano la firma di The Niro, con la produzione esecutiva di Paola Cimino per Esordisco.
Alberto Menenti
fotografia: Elisabetta Lazzè







