Fanali
NUN ME SCETÀ
Phonotype, 2025
- Nun me scetà (Tagliaferri-E. Murolo)
- Voce ‘e notte (De Curtis-Nicolardi)
- ‘Na bruna (Bruni-Visco-Barrucci-Langella) feat. Roberto Colella
- Indifferentemente (Mazzocco-Martucci)
- Canzona doce (R. Murolo)
- Amaro è ‘o bene (Bruni-Palomba) feat. Altea
- Scetate (Costa-Russo)
- Anema e core (D’Esposito-Manlio)
- Si tuorne a Napule (R. Murolo)
- Carmela (Bruni-Palomba) feat. Dario Sansone
NUN ME SCETÀ (FANALI PLAYS SERGIO BRUNI E ROBERTO MUROLO)
Caterina Bianco, Jonathan Maurano e Michele De Finis sono l’anima e il cuore pulsante del progetto Fanali, insieme hanno riscritto dieci classici della musica napoletana in chiave contemporanea elettronica e post rock. L’album nasce dopo un’esperienza live avvenuta nell’autunno del 2023, quando hanno deciso di celebrare con uno spettacolo i vent’anni dalla scomparsa di Sergio Bruni e di Roberto Murolo, due pilastri e magnifici interpreti della canzone classica napoletana, da quello spettacolo celebrativo è nata l’idea di un disco, registrato all’Auditorium Novecento, lì dove sono state registrate per la prima volta queste dieci tracce nella loro versione originale. Non è stato facile scegliere quali inserire in NUN ME SCETÀ ma il risultato che è venuto fuori è elegante ed equilibrato.
La voce di Caterina Bianco si presta perfettamente al vibrato del classico napoletano e risulta cristallina e incantevole. La musica elettronica armonizza bene le strofe consegnandoci un lavoro valido. La versione di Roberto Colella di ‘Na bruna è davvero stupenda, può essere annoverata tra le migliori cover fatte fino ad oggi. Altea non delude mai e, in Amaro è ‘o bene, si distingue per l’interpretazione struggente. Ottima anche la versione di Carmela di Dario Sansone, nello specifico questa è una canzone che fa tremare la voce a prescindere per l’emozione che suscita, per i ricordi che apre in chi è cresciuto in Campania, eppure Sansone la domina senza alcuna esitazione, regalandola alle nuove generazioni. Nel complesso parliamo di un bellissimo album dei ricordi in chiave moderna.
Imma I.
fotografia: Sabrina Cirillo






