Rebi Rivale
KINTSUKUROI

CD Dappertutto, 2021

di Viviana Berardi

Brillante ritorno di Rebi Rivale con Kintsukuroi, un lavoro che narra un percorso di fratture e ricomposizioni interiori. L’indizio sul moto ispiratore è contenuto esplicitamente nella parola giapponese scelta come titolo del suo quarto album; il Kintsukuroi è, infatti, l’arte giapponese di aggiustare ciò che si è rotto. Quando una ceramica va in pezzi, i maestri artigiani ne raccolgono i frammenti e li saldano, riempiendo le crepe con lacca e polvere d’oro. In questa maniera le fratture non vengono nascoste ma piuttosto esaltate, attraverso un procedimento atto a mostrare tanto la fragilità quanto la forza di resistere. L’incontro con questa pratica tradizionale giapponese, la filosofia zen e la psicologia occidentale ha provocato un nuovo modo di osservare gli accadimenti apparentemente negativi. La metafora è incisiva come lo sono i testi della Rivale che ridisegna il suo sé tracciando il cammino da ieri a oggi. La voce calda e ipnotica della cantautrice friulana è un irresistibile e costante invito all’ascolto. Rivale pone l’accento sulle sue liriche attraverso un’interpretazione viscerale, sostenuta da un infallibile controllo della voce. La dinamica di molti brani crea una sorta di effetto matrioska, facendoci arrivare sempre più vicini al nucleo emozionale. L’uso di metafore risulta costante efficace nella scrittura di Rebi che permette ad ogni traccia di trasformarsi in un breve cortometraggio. Canta il suo essere Sparsa e sfatta con lucida sincerità, ponendo l’accento sul percorso di ricostruzione. A ben guardare, il lavoro profondo che Rebi fa su se stessa ci dà la possibilità di mettere insieme tutte le sue anime, artistiche e non. Dal punto di vista stilistico prevale senz’altro la propensione alla ballata intima in cui spicca l’abilità della songwriter contemporanea. Non mancano, però, incursioni blues come in Chameleon blues o le atmosfere soft-rock di Sparsa e gli echi reggae contenuti in Prima o poi. Il tutto curato e impreziosito dalla presenza di Filippo Tantino al contrabbasso, di Paola Selva alla chitarra acustica e di Mirko Cisilino alla tromba. Il viaggio poetico-musicale si conclude con un ritorno alle radici natìe con il brano dialettale Fasin un cjant interpretato con Elsa Martin, amica oltre che intensa artista. Kintsukuroi racconta di una cantautrice raffinata e sensibile con un’attenzione particolare al sociale e all’ecologia. Non è infatti casuale la scelta di far uscire questo lavoro in un cofanetto realizzato con carta riciclata contenente un supporto USB in materiale ecosostenibile, grazie alla cura degli artigiani del progetto Scarta. Nessuna confezione risulterà identica ad un’altra …così come ogni ascolto condurrà a soggettivi luoghi dell’anima. Vale la pena immergervi nel mondo della Rivale, qualora non lo aveste già fatto.

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