Pilar
SARTORIA ITALIANA FUORI CATALOGO

CD Up Art Records, 2011

di Giulia Pratelli

È una manciata di semplici Passi a spalancare le porte del secondo album da solista di Pilar, pubblicato nel 2011. Undici tracce fatte di atmosfere mediterranee, sempre orientate sotto la buona stella dell’eleganza e della grande capacità di coniugare musica e testo. È la parola, infatti, elemento centrale del racconto e colonna portante dell’intero lavoro, anche grazie all’incontro fortunato tra una scrittura sapiente, mai banale, e un’interpretazione matura e a tratti recitativa. I brani, scritti a quattro mani dalla cantautrice assieme al produttore artistico Bungaro, sono arrangiati da Tony Canto, per altro autore di tutte le tracce di chitarra, struttura fondamentale del disco. A fianco alle chitarre si muovono poi contrabbasso, percussioni e archi che esaltano la personalità dell’artista andando ad arricchire senza mai disturbare, contribuendo a sottolineare le grandi qualità vocali dell’artista, che con grande padronanza tecnica del suo strumento, riesce ad essere allo stesso tempo concreta e terrena, liquida e marina, dolce e dirompente.

Il primo brano è Per tutto l’inverno, forse uno dei brani più riusciti dell’intera discografia di Pilar, eco morbida e lontana di un sogno rubato e ormai probabilmente finito. Segue Ti lascio, somma degli “infiniti sprechi e sprechi infiniti” con cui fare i conti alla fine di un rapporto, per attraversare quello “scampo di dolore” necessario per andare oltre e tornare alla serenità. Si incontra poi la sensuale Le labbra, in cui una chitarra elettrica si affaccia sotto a percussioni, contrabbasso e chitarra classica, ad aprire quel mondo di possibilità che nasce da uno sguardo, dalla frantumazione istantanea di quelle che sembravano enormi distanze.
Quinta traccia è il singolo in francese Cherchez la femme, che con ironia e (apparente) spensieratezza abbatte i luoghi comuni che riguardano l’universo femminile. È poi la volta di Meduse, riferimento al mito della cultura classica che si fa occasione per raccontare un amore, una storia crescente di intrecci tra uomo e natura, vertigine e slancio, grazia e veleno. L’intensità si ammorbidisce momentaneamente con Geni e alligatori, dedicata a questo strano Paese dal tricolore sbiadito e con Casautogrill, canzone per le stazioni di servizio, non luogo familiare a chi, come i musicisti, si trova spesso in viaggio e riscrive le regole della quotidianità, che ogni tanto torna a fare capolino, mentre fuori dal finestrino scorrono veloci i paesaggi e le stagioni.
La tracklist contiene anche una cover, la versione appassionata e coinvolgente di Con toda palabra: un omaggio alla cantautrice statunitense Lasha de Sela, artista di grande personalità, scomparsa prematuramente nel 2010.
Terzultima è Innestami che nella sua morbida sensualità conduce l’ascoltatore verso il caldo sole del Sud e alle sonorità della musica popolare. Il bacio prima del caffè custodisce invece lo stupore dell’alfabeto riscritto da un nuovo amore che è “mistero e matematica”, libertà e spontaneità.
Chiude il cerchio la bellissima e struggente Dopo l’amore, che si fa vortice di rinascita e dà voce al momento santo in cui “senza speranza si spera ancora” e lascia poi spazio ad un lied di Tchaikovsky con testo di Goethe dal titolo Nur wer die Sehnsucht kennt, una ghost track davvero particolare, che riporta l’artista alle origini dei suoi studi di Musica da Camera.

Con radici saldamente affondate nel terreno della musica d’autore italiana, questo album rivolge il suo sguardo verso orizzonti ampi, dal sapore internazionale. Come anticipa il titolo, è un disco che della Sartoria ha l’artigianalità, le trame intessute e cucite con abilità e cura, lentezza e passione. Quel che rimane alla fine è l’impronta di un lavoro senza tempo, di grande qualità e ottima fattura, un abito da indossare aldilà delle mode passeggere.

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