Chiara Zavalloni & ClaraEnsemble
PARLAMI DI ME, LE CANZONI DI NINO ROTA
LP Egea, 2022
di Andrea Direnzo
È capitato spesso che dalla vasta produzione di colonne sonore per il cinema composte da Nino Rota siano stati estratti i cosiddetti leitmotiv (motivi conduttori), diventati vere e proprie canzoni grazie a testi firmati da Lina Wertmüller, Antonio Amurri, Dino Verde, Michele Galdieri o addirittura Elsa Morante. Nove di queste sono raccolte nel recente album di Cristina Zavalloni intitolato PARLAMI DI ME, scrigno sonoro che restituisce all’ascoltatore tutta la bellezza e la visionarietà di brani sgorgati dal genio del compositore milanese, splendidamente arrangiati dal musicista Cristiano Arcelli ed eseguiti a meraviglia dal ClaraEnsamble. Il tocco di classe supremo è dato dall’anima vocale della Zavalloni, interprete sopraffine e superlativa, che nelle sue interpretazioni ha impresso eleganza, gusto, lirismo e l’enorme bagaglio che si porta dentro, da Schönberg a Berio, da Monteverdi alla musica jazz e contemporanea, senza tralasciare il suo lato teatrale e giocoso.
Innamoratasi del progetto, ideato e propostole dal fondatore di Egea Antonio Miscenà, l’artista bolognese traccia un percorso personale che ha come filo conduttore l’elemento femminino presente nel cinema, in particolare quello onirico di Federico Fellini, con Gelsomina (da La strada), Il tempo passa (da Otto e mezzo), Parlami di me (da Amarcord) e La dolce vita (dall’omonimo titolo). C’è anche la Wertmüller di Canzone arrabbiata (da Film d’amore e d’anarchia) e Viva la pappa col pomodoro (da Il Giornalino di Giamburrasca), il Visconti di Valzer del commiato (da Il Gattopardo) e ancora lo Zeffirelli di Ai giochi addio (da Romeo e Giulietta). Le emozioni affiorano, i ricordi tornano alla mente assieme a indimenticabili scene facenti parte della storia del cinema, legate in modo indissolubile alla musica di Rota.
Nino Rota
L’amore di Rocco (da Rocco e i suoi fratelli) e Pin penin (da Il Casanova) sono due momenti strumentali, invece Prova tu è l’unico inedito presente, scritto dalla stessa Zavalloni, amalgamato alla perfezione con il resto del disco. Arricchiscono il lavoro presenze speciali quali Gabriele Mirabassi (clarinetto), Massimo Morganti (trombone), Manuel Magrini (pianoforte) e il già citato Arcelli (sax soprano). Tributo di grandissimo valore per uno dei talenti musicali più fulgidi del ‘900.







