Michele Gazich
SOLO I MIRACOLI HANNO UN SENSO STANOTTE IN QUESTA TRINCEA
FonoBisanzio / Moonlight Records, 2025
1. Perché Goethe è partito per l’oriente? (Gazich)
2. Sanguedolce (Gazich)
3. Alice nel paese di Chagall (Gazich)
4. La resa (Gazich-Pavan)
5. Materiali sonori per una descrizione dell’anima di Paolo F. (Gazich)
6. Oceano (De André-De Gregori)
7. La torre di Hölderlin (Gazich)
8. Heilingestadt (Gazich)
9. Solo i miracolo hanno un senso stanotte in questa trincea (Gazich)
di Michele Neri
Gli album di Michele Gazich sono sempre intensi, coinvolgenti dalla prima all’ultima nota. Accade con LA VIA DEL SALE, con TEMUTO COME GRIDO, ATTESO COME CANTO e col più recente ARGON. Accade con più forza con questo nuovo disco dal lungo titolo, SOLO I MIRACOLI HANNO UN SENSO STANOTTE IN QUESTA TRINCEA, un disco che si candida con forza a capolavoro di una discografia già ricca e profonda.
Forse è la presenza costante di Giovanna Famulari che ha spinto Michele a un approccio per certi versi più epico e meno spigoloso alle sue composizioni, in ogni caso siamo di fronte a un album che ha un sapore magico, dove i due musicisti si scambiano il pianoforte e le corde, anche quelle vocali, si completano e si attorcigliano in volo, si stimolano, si dividono su De André e si addolciscono sul vento del nord, si eccitano su Sanguedolce.
Ma restano sempre complici per tutti i 40 minuti dell’album. Una meraviglia sonora, una poesia che avvolge l’anima di suoni, parole e voci che sgorgano dall’infinito per andare al mistero della canzone.
(da Vinile 48, marzo 2025)
fotografia: Maurizio Malabruzzi







