La pubblicazione di un disco postumo di un artista scomparso è sempre accompagnata da una particolare emozione che può arrivare a livelli altissimi quando l’artista in questione è Fausto Mesolella. E se poi si tratta della registrazione di un concerto risalente a diciassette anni fa (24 ottobre 2007 a Monteprandone) dove l’indimenticato musicista si esibiva in duo insieme a Ferruccio Spinetti, allora si tocca l’assoluto. Una chitarra e un contrabbasso in perfetta sintonia, non altro che il prolungamento delle rispettive anime dei due amici, complementari nella loro irrinunciabile unicità, artefici di momenti di musica vera e vibrante. Grazie al talento straordinario di cui era dotato, Mesolella poteva permettersi di improvvisare alla sua maniera con l’amatissima “Chet Atkins”, travalicando generi e stili, suonando sia brani da lui composti sia rileggendone di noti. Era capace di creare miracoli, aprire universi, far compiere viaggi meravigliosi. Ecco il potere di questo album indispensabile.
(da Vinile 47, gennaio 2025)
fotografia di Alfredo Buonanno







