Ivano Fossati
LAMPO VIAGGIATORE
LP/CD Columbia, 2003
di Giulia Pratelli
Il diciassettesimo lavoro in studio di Ivano Fossati ha atmosfere più luminose rispetto al passato, ma sempre capaci di far vibrare le orecchie, la pancia e il cuore di chi ascolta. LAMPO E VIAGGIATORE si muove al ritmo del treno e le sue atmosfere, caratterizzate da sonorità acustiche, strizzano spesso l’occhio al jazz e alla musica sudamericana. Diversamente da molte altre volte, negli arrangiamenti non è centrale il pianoforte, ma ogni volta in cui prende spazio regala momenti di grande intensità e bellezza.
Il disco si apre con La bottega di Filosofia, singolo che ha anticipato l’intero progetto, ma è forse con Pane e coraggio che si entra nella dimensione più viva, quella del viaggio. Il primo è un viaggio di dolore, di migrazione, in un tempo che purtroppo non cambia e a molti chiede ancora “pane e fortuna”, lasciando loro a malapena un “ombrello per riparare questi figli dalle ondate del buio mare / E le figlie dagli sguardi che dovranno sopportare”.
Arriva poi Lampo (sogno di un macchinista ferroviere) a catapultare l’ascoltatore in un mondo quasi invisibile, che corre ai lati delle strade e nel quale giorno e notte sono scanditi dai paesaggi che corrono via dai finestrini. È proprio sulle rotaie di quel treno che si prosegue, attraversando le vallate e salendo sulle cime, passando ad esempio per C’è tempo, forse la più bella canzone (lasciatemelo dire) della produzione dell’autore genovese. Si incontra poi, ancora, Contemporaneo e tutta la fatica di stare al passo con un tempo troppo veloce del quale si perde il ritmo, inciampando nella bellezza senza tempo di un “valzer” o “qualunque cosa sia”, con Il bacio sulla bocca. Ci sono anche La bellezza stravagante che sarà interpretata anche da Alice, nel suo album VIAGGIO IN ITALIA (2003), e Io sono un uomo libero che col suo primo verso dava il titolo a ESCO DI RADO E PARLO ANCORA MENO, il disco pubblicato nel 2000 da Adriano Celentano che la conteneva
Ci si ferma in una sala di proiezione con Ombre e luce, domenica al cinema e la magia di una pellicola, magari in bianco e nero, in cui piove e i protagonisti potremmo essere noi, stranieri al primo incontro e poi persi in quello che “sembrava la marea / ma era un sorriso”.
Il viaggio termina, e forse non poteva che essere così, una Cartolina spedita da una mattina fresca, da un “niente da fare”, lontano da ciò che non ci assomiglia, da un mondo di verità contraffatte, di biechi giochi di prestigio.
LAMPO VIAGGIATORE non è il disco più famoso di Ivano Fossati ma è un lavoro prezioso, che ha il sapore di un concept e che si lascia ascoltare con grande piacere. Ci coinvolge sempre più, man mano che l’ascolto procede, strappandoci un sorriso, facendoci battere il tempo con un piede e lasciandoci scendere una lacrima… “che buffi saremo / se non ci avranno nemmeno avvisato”.






