Cristina Donà
LA QUINTA STAGIONE
CD Capitol, 2007
di Giulia Pratelli
Scegliere di parlarvi in agosto di un album che si apre con un brano dal titolo Settembre è forse inadeguato… in realtà le atmosfere sospese e i testi sognanti, ricchi di immagini e descrizioni paesaggistiche, rendono questo lavoro perfetto per un ascolto in movimento, per accompagnare una vacanza, un viaggio, un’estate.
A guardare e soprattutto ascoltare meglio, in ogni caso, si capisce subito che questa Quinta Stagione è quella della bellezza che va oltre le definizioni e le regole, quella del tempo indefinito e, dunque, del sempre.
Già dal primo ascolto emerge un intento chiaro, diverso rispetto ai progetti precedenti perché subito si avvertono una nuova maturità espressiva e un’inedita raffinatezza. Nella copertina (in cui la Donà ricorda una dea, raffigurata con il collo lungo e sinuoso) e nel titolo si ritrova un richiamo orientale: la quinta, secondo la tradizione cinese, è la stagione di passaggio, quella che serve a preparare anima e corpo al mutamento e al cambiamento del clima. Non a caso, dunque, a fare da filo rosso alle 11 tracce si rintracciano temi come l’evoluzione e il passaggio: un percorso di rinascita, che attraversa il dolore, durante il quale si impara l’arte della sopravvivenza.
La voce è protagonista dai primi secondi: apre le danze, accompagnata solo da un fruscio, cantando il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera / il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa. La musica entra poi lieve, iniziando con il contrabbasso e infine arriva la band al completo, dall’impatto solido ma sempre al servizio delle canzoni. La tracklist prosegue con Universo, singolo di lancio, simbolo del disco, e forse canzone più rappresentativa della carriera della cantautrice (almeno fino ad oggi). Agli arrangiamenti morbidi di Migrazioni, Non sempre rispondo, Conosci, si alternano momenti che riprendono la vena rock e sperimentale del passato con brani come Eclisse, I Duellanti, Niente di particolare e la versione live di Triathlon, già contenuta in Dove sei tu (2003).
Il lavoro è diretto dalla produzione di Peter Walsh, ben sposato alla scrittura della cantautrice, che non tradisce le aspettative create in precedenza e si conferma una delle penne più interessanti del panorama italiano.
Anche se è uscito nel 2007, questo disco mantiene viva la magia: “l’incanto è lo stesso” anche dopo tutti questi anni, perché davvero “niente è cambiato anche se tutto è diverso”.






