Marco Cantini
LA FEBBRE INCENDIARIA

CD RadiciMusic Records, 2018

di Michele Neri

Terzo album per Marco Cantini, cantautore fiorentino che per l’occasione si ispira al libro La storia di Elsa Morante, pubblicato nel 1974. I ritratti dei vari personaggi rendono questo disco una specie di piccolo miracolo della discografia italiana degli ultimi anni, Cantini riesce a non sacrificare l’eleganza e l’efficacia dei testi così come le melodie e gli spunti armonici che impreziosiscono le varie ballate. Perché di ballate si tratta, qualcuna più ritmata, Manonera o L’anarchia ad esempio, altre più inclini a melodie sognanti, Un figlio o Anaciclosi o ancora dallo squisito (e non invadente) sapore popolare come Classe operaia. Ma se le canzoni sono tutte molto belle, non è assolutamente da sottovalutare la bravura dei musicisti che accompagnano Marco in questa avventura. Una band di livello eccezionale e straordinario è il risultato dei tre giorni in cui, in presa diretta, l’intera struttura del disco viene completata. Il chitarrista Riccardo Galardini, le squisite tastiere vintage di Lele Fontana, la solidissima sezione ritmica – una delle migliori in Italia – formata da Lorenzo Forti al basso e Fabrizio Morganti alla batteria. Il tutto guidato da Gianfilippo Boni, squisito pianista e produttore artistico assieme allo stesso Cantini, cesellano basi musicali di grande impatto e raffinatezza. Poi ci sono gli ospiti tra cui spiccano Francesco “Fry” Moneti, violinista dei Modena City Ramblers e Claudio Giovagnoli, sassofonista. Marco poi sceglie saggiamente di farsi affiancare da diverse voci maschili e femminili nel porgere queste canzoni così intense: Valentina Reggio (Ida in lotta), Silvia Conti (Manonera, L’anarchia e Dell’inizio e la fine), Tiziano Mazzoni (Classe operaia), Nicola Pecci (Classe borghese), Marco Rovelli (L’anarchia), Serena Benvenuti (Anaciclosi, Il potere, Luglio ’43 e Nel rifugio l’idea), Claudia Sala (L’orrore).

LA FEBBRE INCENDIARIA è un disco che sembra provenire dal passato migliore della nostra canzone, è un disco impegnato ma è anche una raccolta di canzoni affascinante, che si fa più intrigante a ogni ascolto. Colpisce le emozioni ma accarezza la mente dell’ascoltatore, lo trasporta nell’Italia degli anni quaranta, del periodo a cavallo della fine della Seconda Guerra Mondiale; con lo sfondo dei quartieri romani ecco le storie della maestra Ida, di suo figlio Useppe, nato da una violenza, di Manonera, tornato mutilato dal fronte, di Davide Segre, delle rovine edili e delle macerie umane, della disperazione e della speranza. E mentre si ascolta il disco sembra di sentire la polvere che ancora non si posa dopo un crollo, l’odore della ferocia nazista, del sapore acre e opaco del sangue misto alla terra. Questo disco trasporta nelle pagine di un capolavoro e lo fa con grazia ed eleganza miste alla giusta dose di energia musicale per far sì che non stanchi mai, ascolto dopo ascolto dopo ascolto.

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