Vasco Rossi
C’È CHI DICE NO

LP/CD Carosello, 1987

di Michela Moramarco

Le caratteristiche che definiscono un classico sono sfumate, ma probabilmente i classici sono quelle opere che non hanno ancora finito di dire quello che hanno da dire. In questa sede, con molta cautela e quasi con timore reverenziale, andrei a scomodare un grande classico, un album del 1987 che ha molto, ancora, da raccontare. Parliamo di C’È CHI DICE NO, del “provocautore” Vasco Rossi.

Si tratta di un album autentico, senza giri di parole, ma con una sfumatura di disincanto. La prima traccia è sognante, quasi utopica: Vivere una favola è un brano di rassegnata evasione. Un’atmosfera analoga è data anche dal brano Ridere di te, in cui il tema della sofferenza amorosa riprende i toni lirici del brano iniziale. Ridere di te è un brano dedicato a chi sa sempre cosa fare e che cosa è giusto o no. Si tratta di un crescendo di emozioni, che sfociano in un timido assolo di chitarra e che non lasciano presagire poi un più sfacciato assolo di sassofono, in cui vi è invece il culmine del dramma amoroso.

in copertina foto di Guido Harari

Ma la narrazione non è così lineare: la seconda traccia è omonima all’album. C’è chi dice no è un brano contro l’omologazione, contro il conformismo, con toni ostinati e corali. Inconfondibile il riff nel tema melodico del brano, anch’esso caratterizzato da un crescendo di energia espressiva.

In linea con la traccia-titolo è Blasco Rossi, sbavatura volontaria del proprio nome, che l’artista propone appunto come provocazione rivolta a chi “continuava a dirne male”. Ma di fatto il Blasco e la sua combriccola sapevano di avere molto da dire.

Immancabile traccia dedicata a un personaggio femminile, Brava Giulia è un brano rock, di emancipazione, di consapevolezza. Questa ricerca semantica si riflette nell’arrangiamento ben scandito dai colpi di batteria e da tastiere determinate. Inoltre, il brano contiene un assolo di chitarra coinciso, il quale attribuisce un vestito sonoro molto rock all’intera traccia.

 

Si torna su toni più ballabili con Ciao, coerente con Vivere una favola. Invece in Non mi va viene recuperato il tono sarcastico e ruggente di C’è chi dice no con, ancora una volta, un basso ben presente e netto. Infine, quasi a voler concludere con uno spirito d’ironia, Lunedì è una traccia goliardica ma spendibile.

C’È CHI DICE NO è un classico della canzone fatta rock. Questo è indiscutibile. È un album azzeccato nell’alternarsi fra atmosfere eteree e momenti di agguerrito slancio.

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