Raffaela Siniscalchi Quartet
WAITIN’ 4 WAITS
RARA Records, 2016
di Michele Neri
una mossa coraggiosa…
Esordire con un disco dedicato alle canzoni di Tom Waits è una mossa coraggiosa, che denota anche una certa fiducia nei propri mezzi.
Raffaela Siniscalchi e i suoi tre compagni di viaggio hanno ragione ad avere fiducia e lo gridano nella splendida versione di Clap Hands (da RAIN DOGS) con cui si apre questo bel tributo e di cui c’è anche una seconda interessante versione per voce e percussioni, suonate dai Bamboo.
musicisti eccezionali…
Con la cantante romana, ci sono la violoncellista Giovanna Famulari, il chitarrista Massimo Antonietti e il contrabbassista Andrea Colella, più alcuni ospiti di gran prestigio: Gabriele Mirabassi, Antonello Salis, Gabriele Coen, Massimo Pirone e altri.
Belli anche gli arrangiamenti della Siniscalchi (sviluppati collettivamente dal quartetto). C’è l’arabeggiante intro di Jockey Full Of Bourbon e la quasi citazione di Dadaumpa in Chocolate Jesus a evidenziare una certa ecletticità dei musicisti; caratteristica che giova all’intero lavoro, dove le bellissime incursioni del chitarrista e della violoncellista, ma anche della fisarmonica di Salis e del clarinetto di Mirabassi, aumentano le tonalità di una tavolozza sonora già ricca.
l’amore per Waits…
La grande bravura e l’amore per Waits di Raffaela emergono sia nelle ballate più dolci (come San Diego Serenade da THE HEART OF SATURDAY NIGHT o The Briar And The Rose da THE BLACK RIDER, con Alessandro Gwis al pianoforte), sia nei pezzi più “irregolari” del repertorio (Ice Cream Man, una delle cose più belle del disco, tratta da CLOSING TIME e con Salis in gran spolvero, o Telephone Call From Istanbul da FRANKS WILD YEARS, con Salis e il batterista Michele Rabbia).
nulla di superfluo…
Registrato in due sedute live il 5 e 6 ottobre del 2015, WAITIN’ 4 WAITS è un progetto maturato in due anni di esibizioni, di stesure e di perfezionamenti e successivamente diventato disco grazie a una campagna di Crowfunding e alla produzione di Francesco Sardella (RARA Records) che hanno permesso la realizzazione di un album eccellente pieno di buona musica. Pieno qualitativamente (e ripetuti ascolti ve lo confermeranno) e anche quantitativamente visto che dura quasi 80 minuti, il massimo della capacità per un Cd… eppure è difficile individuare qualcosa di superfluo.
(da Vinile 1, aprile 2016)






