Ci vuole tanta classe per fare un disco sgangherato. Sì questo è un disco sgangherato di alta classe. Mi piacciono tantissimo i dischi così, approssimativi ma solo in apparenza, sinceri ancorché meticolosamente preparati. Il primo disco solista di Andrea Satta ha avuto una gestazione lunghissima eppure appare buttato lì come fosse una cantata tra amici e questa è una caratteristica che pochi artisti riescono a gestire con questi risultati. Ci sono melodie irresistibili e malinconiche (Bellissima) e ci sono spigoli di metrica e armonia (Coupon), c’è un pezzo perfetto per Giovanni Truppi (Abbi pazienza) e infatti Truppi c’è. E così via per quarantadue minuti di bellezza, di dolcezza, di carezze profuse con l’ausilio degli amici tra cui Paolo Benvegnù e Daniele Silvestri. E poi che suoni, bellissimi, e la voce di Andrea sempre in emergenza, eppure sicura ed espressiva. Nulla di originale o sorprendente in questo disco che invece alla fine nel suo insieme è originalissimo e sorprende a ogni ascolto, antico e moderno assieme, emozionante.
(da Vinile 41, dicembre 2023)







