Musica Nuda
QUAM DILECTA

CD Radiofanfango, 2006

di Andrea Direnzo

Natale è una festa speciale, un periodo dell’anno atteso che regala un non so che di magico. È un rituale, ormai sempre più laico, che ogni anno si ripete attraverso cliché prevedibili. Anche musicalmente parlando è così. Solite playlist di canzoni inondano vie, negozi e centri commerciali, quasi a stordirci e assuefarci. Le voci di Mariah Carey e Michael Bublé non possono mancare nella colonna sonora natalizia, fanno parte di questo fantasmagorico scenario. Andando oltre, quindici anni fa Petra Magoni e Ferruccio Spinetti – alias Musica Nuda – hanno pubblicato QUAM DILECTA, «un disco piccolo, un atto d’amore, una memoria emotiva» che aiuta a recuperare l’essenziale in tempi vacuamente rumorosi e sberluccicanti. Registrato nella chiesa di San Nicola a Pisa (qui Petra ha iniziato a cantare da piccola) tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2006, il terzo album del duo è un prezioso tabernacolo di brani per la maggior parte attinti dalla musica sacra, alcuni appartenenti al repertorio di grandissimi compositori, altri tratti dall’archivio di Padre Renzo Spadoni, fondatore e direttore dei Piccoli Cantori di San Nicola dal 1963 al 1991, questi ultimi ospiti in Canzone di Natale sotto la direzione di Emma Zanesi.

Gli ascolti classici partono dalla dolcissima Ninna nanna di Johannes Brahms (su versi di Enzo Marcacci), seguita dall’Ave Verum di Wolfgang Amedeus Mozart, arrivando a Höchster, mache deine Güte (dalla Cantata BWV51) di Johann Sebastian Bach, dove la funambolica voce di Petra prende il volo sostenuta dall’impeccabile linea di (contrab)basso di Ferruccio. Intimità e devozione aleggiano nella delicata interpretazione di Fermarono i cieli di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, autore della più nota Tu scendi dalle stelle. Tra gli episodi inediti ci sono Impro S. Nicola e Angeli, composte da Magoni e Spinetti, a cui si aggiunge Deus firmata da Nicola Toscano e Marco Masoni. Completano l’elenco Vorrei salir sull’ali d’una stella (1946) dei sacerdoti Giulio Celli e Dino Menichetti, Signore delle cime (1968) di Bepi De Marzi e Quam dilecta (1982) del cardinal Domenico Bartolucci, direttore perpetuo del coro della Cappella Sistina di Roma.

Il disco riporta alla dimensione primaria dell’essere umano, semplice e autentica, scevra da ogni orpello, dentro cui è possibile ritrovare una bambina (in mezzo ad altre centinaia di bambini) che, trascinata dall’entusiasmo di un «omino fratino», cantava, pregava e amava la montagna. Quella bambina non si è fermata, ha continuato a cantare fino a incontrare un’anima affine con cui ha dato vita a una storia unica e originale, una storia in “musica nuda” rivestita di istinto, libertà ed emozione.

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