Ornella Vanoni
PIÙ

LP Vanilla, 1976

di Andrea Direnzo

La prima incisione di Ornella Vanoni risale al 1958, l’ultima a gennaio di quest’anno, in mezzo una copiosa discografia che abbraccia sessantatré anni di carriera in cui ha davvero cantato, o meglio interpretato, di tutto: dalle canzoni della mala a quelle dei nostri migliori cantautori, dalla bossa nova al jazz, dalla commedia musicale al pop e si potrebbe ancora continuare. Monumentale è l’aggettivo più appropriato a descriverne il percorso, costellato di innumerevoli successi e dischi incastonati nella Storia della Canzone Italiana. Il 1976 è un’annata particolarmente florida per la Vanoni che mette a segno ben tre album – diversissimi tra loro – usciti per la sua etichetta, la Vanilla, fondata nel 1974: a marzo AMORI MIEI (dalla commedia con musiche diretta da Garinei & Giovannini), ad aprile LA VOGLIA LA PAZZIA L’INCOSCIENZA L’ALLEGRIA con Vinicius de Moraes e Toquinho, a novembre PIÙ.
Quest’ultimo, nonostante abbia ottenuto ottimi riscontri nelle vendite (l’Lp raggiunse le posizioni alte della classifica permanendovi per oltre quattro mesi), col passare del tempo è stato parecchio dimenticato.

 

Tra i motivi più rilevanti per ravvivarne il ricordo, e dunque invitare all’ascolto, c’è il fatto che l’album vanta la produzione del soul man Giampiero Scalamogna, meglio conosciuto con il nome d’arte di Gepy & Gepy che, oltre a firmare l’omonimo brano insieme a Maurizio Piccoli, duetta con Ornella, qui all’apice della sua giocosa sensualità. Scorrendo i crediti, salta all’occhio una nutrita ciurma di autori tra cui Ezio Maria Picciotta e Dario Farina, artefici dei momenti più intensi e toccanti dell’intero lavoro, ossia Uno solo di noi due, Dimmi almeno se e Dove, come, quando, interpretati in modo magnifico dalla Vanoni, intima ed esplosiva nel contempo. A loro si aggiungono Paolo Amerigo Cassella (Sottovoce e Il mio pensiero d’amore) e Olimpio Petrossi (Delfini), ancora Paolo Limiti (Pazza no… ma immortale) e Marco Luberti (Tu chi sei? (Che cosa vuoi da me)). Tolti Più e un altro episodio, curati da Gianfranco Lombardi, gli arrangiamenti sono affidati a due fuoriclasse come Toto Torquati e Ruggero Cini, straordinari musicisti che durante gli anni Settanta hanno contribuito alla realizzazione dei best sellers di Claudio Baglioni (Questo piccolo grande amore) e Renato Zero (Mi vendo), giusto per citarne un paio. La direzione dell’orchestra è affidata a Nicola Samale, le registrazioni vengono effettuate nello studio Quattro Uno di Roma. Completano l’opera uno scatto molto bello della fotografa Chiara Samugheo e l’impronta di Luciano Tallarini in veste di art director.

Esiste la versione in lingua spagnola del disco pubblicata dalla Zafiro nel 1977. Il singolo Più è stato inserito nella raccolta IN PIÙ (CGD, 1993) nell’originale con Gepy, mentre ci sono due riletture con partner diversi: il primo è Gino Paoli nell’album dal vivo INSIEME (CGD, 1985); il secondo è Jovanotti nel disco tributo PIÙ DI ME (Sony Music, 2008) voluto da Rudy Zerbi per celebrare i cinquant’anni di carriera dell’artista milanese.

Recommended Posts