Parrilla | Manna Quartet
ABOVE ALL

Dodicilune, 2025

  1. Above All (Parrilla-Manna)
  2. Running Down (Parrilla-Manna)
  3. Close To You (David-Bacharach)
  4. To Get Into The Swing (Parrilla-Manna)
  5. Her (Parrilla-Manna)
  6. No Name (Parrilla-Manna)
  7. Infant Eyes (Shorter)
  8. Rain (Please Teach Me Now) (Parrilla-Manna)

ABOVE ALL

Ma che bello questo disco! Pur privilegiando altre musiche o meglio pur essendo abituato ad altri ascolti, ogni tanto torno al jazz che in passato ho “frequentato” molto di più, godendo parecchio nonostante una certa mancanza di strumenti cognitivi per apprezzarne appieno le varie sfumature o forse proprio per questo. A volte in questi miei ripassi mi capita di annoiarmi un po’ ma non davvero in questo caso. Nel disco d’esordio di questo quartetto calabrese formato dalla cantante Veronica Parrilla (una voce squisita), dal pianista Carlo Maria Manna, dal bassista Giuseppe Gugliotta e dal batterista Francesco Borrelli, tutto è in perfetto equilibrio: gli assoli, le parti cantate, la coesione tra i vari musicisti, gli arrangiamenti, tutto. E per questo che ogni ascolto (perché sarà certamente più di uno) fila scorrevole sin dalle prime note di Above All, il brano che apre il disco. Già dalla successiva Running Down si intuisce come, pur se omogeneo nelle sonorità, l’album offrirà più coloriture stilistiche. Con Close To You arriva il primo omaggio, in questo caso alla magica coppia formata da Hal David e Burt Bacharach, responsabili di alcune delle canzoni più belle e importanti del Novecento. Molto bella anche l’accoppiata di metà scaletta: To Get Into The Swing e Her, ritmata e con la sezione ritmica in bell’evidenza la prima, intensissima e sognante la seconda, impreziosita da una bella introduzione del pianoforte di Manna e da una magnifica prestazione di Parrilla. Altrettanto il bridge strumentale a metà ballata. La complessa  e affascinante No Name con la sua dicotomia tra la prima parte riflessiva e la seconda più frenetica e molto ricca di variazioni, sembra un po’ riassumere la filosofia camaleontica del quartetto. Con Infant Eyes si arriva al secondo omaggio, questa volta a Wayne Shorter, gigante del jazz mondiale sia da solo sia con i Weather Report. Bello e originale l’approccio dei musicisti a questo brano, con una leggera tinta sudamericana che aggiunge un ulteriore colore alla tavolozza sonora del quartetto. Chiude l’album una onirica ballata dal titolo Rain (Please Teach Me Now) in cui Veronica Parrilla appoggia la sua voce su un delicato tappeto di pianoforte, batteria (in parte suonata con le spazzole) e basso elettrico, protagonisti anche di una bella parte strumentale a metà brano. Finisce qui un album di cui è facile innamorarsi, registrato in due soli giorni (22 e 23 febbraio 2025) al Big Mama di Rende e prodotto da Manna e Parrilla assieme a Maurizio Bizzocchetti, titolare dell’illuminata etichetta Dodicilune, realtà discografica che continua a regalarci perle di assoluto valore, come questo esordio.

 

Michele Neri

 

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