Colandrea
DUE

autoproduzione, 2025

  1. Tutta la vita di fianco (Colandrea)
  2. Leda (Colandrea)
  3. Bentornato settembre (Colandrea)
  4. Né in cielo né in terra (Colandrea)
  5. Non mi abbracciare (Colandrea)
  6. Stai attento (Colandrea)
  7. La sola cosa che conta (Colandrea)
  8. Caro settembre (Colandrea)
  9. Verde militare (Colandrea)
  10. Anime di contrabbando (Colandrea)

Qui la scheda di Emanuele Colandrea del Dizionario della musica italiana del nuovo millennio.

DUE

Quinto album di inediti per il cantautore Emanuele Colandrea, che da dieci anni costruisce nella canzone un percorso personale e ormai assolutamente riconoscibile. Esordisce infatti da solista nel 2015 con RITRATTATI, seguito da episodi degni di nota anche per il calibro delle collaborazioni: Nel 2020 infatti, con l’Ep I MIEI AMICI IMMAGINARI, condivide tre brani con Lucio Leoni, Roberto Angelini e Galoni, mentre nel 2022 firma BELLI DRITTI SULLA SCHIENA in collaborazione produttiva con Pier Cortese.

Ad aprile 2025, però, con UNO, inaugura una nuova fase del suo cammino artistico scegliendo di lavorare in modo totalmente autonomo. Ma è solo un primo capitolo.

il 21 novembre 2025 esce DUE, anticipato prima dal singolo Bentornato settembre, poi dalla bellissima focus track Leda. Con questo disco Emanuele Colandrea compie un passo davvero unico nella canzone d’autore italiana di storia recente: non solo pubblica un nuovo album di inediti a distanza di appena sei mesi da UNO, ma per realizzarlo si avvale di un meccanismo narrativo e sonoro di grande efficacia e a suo modo spiazzante.

L’idea è tanto semplice quanto originale: cinque testi che diventano dieci canzoni, perché ognuno di essi si concretizza in due brani diversi tra loro per mood, tempo interiore e taglio interpretativo.  È un gioco di sliding doors che invita l’ascoltatore a entrare e uscire dalla stessa stanza da due porte, in modo che la stessa storia può respirare lenta o correre, sorridere o graffiare.  Questo “bipolarismo”, in cui a detta dell’autore stesso si nasconde forse un esperimento sociale, è la vera novità di DUE che suggerisce, proprio per la sua particolarità, un ascolto attivo, laterale, “di fianco”, perché neanche le canzoni diventino una gabbia. Del resto, Tutta la vita di fianco è il titolo del brano che apre l’album, e che ha il suo corrispettivo-specchio in Stai attento: un consiglio che risulta molto utile quando ci si accinge all’ascolto di questo disco, che attenzione chiede, e merita.

La doppia prospettiva non resta sulla carta: nei brani la scrittura tiene insieme ironia e vertigine (Bentornato settembre / Caro settembre), delicatezza e disincanto (Non mi abbracciare / Verde militare), lucidità politica e fame di pace (Né in cielo né in terra / Anime di contrabbando). I testi hanno la naturalezza della confidenza e la precisione della poesia civile; cambiano luce quando cambia la musica e il modo di dirli, rivelando sfumature emotive nuove e persino contraddittorie, come accade nella vita quando la guardi da due punti di vista differenti.

Sul piano delle sonorità, DUE conferma la vocazione folk “fuori dal tempo” dove gli arrangiamenti, essenziali ma mai poveri, lavorano per contrasti e risonanze interne, in cui pianoforte e chitarre si alternano e talvolta concorrono a conferire ai brani luci di scena diverse. In questo scenario è la voce, elastica e narrativa, il filo che unifica il discorso.

A rendere l’operazione ancora più degna di nota, come dicevamo all’inizio, è l’autonomia creativa: tutte e dieci le tracce sono scritte, suonate, arrangiate, registrate, mixate e masterizzate da Colandrea al 29Lab, con una impressionante coerenza di visione: ogni scelta timbrica porta la stessa cura artigianale che non rinuncia al rischio e che, anzi, lo mette al centro.

È un album che colpisce per originalità e maturità: un gesto di libertà artistica nato da un evidente periodo di fertilità creativa, che mette in discussione la forma-canzone senza perderne mai l’anima. E visto che Colandrea ammicca al proverbio “non c’è due senza tre”, questo capitolo suona anche come una promessa: la storia è appena cominciata, e vale la pena seguirla.

Alberto Menenti

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