Not Moving
THAT’S ALL FOLKS!
La Pop/La Tempesta, 2025

  1. Soul Of A Man (Blind Willie Johnson)
  2. But It’s Not (Oberti-Petrosino)
  3. Wyoming Girl (Oberti-Petrosino)
  4. Saphran Road (Oberti-Petrosino)
  5. The Devil With The Blue Dress On (Long-Stevenson)
  6. On My Side (Oberti-Petrosino)
  7. Bo Diddley Do Something (Oberti-Petrosino)
  8. Once Again (Petrosino)
  9. Ray Of Sun (Oberti-Petrosino)
  10. Not Moving (Lindsay)

THAT’S ALL FOLKS!

Ci sono volte in cui vuoi ascoltare un disco di vibrante rock’n’roll, altre in cui desideri immergerti in atmosfere intense, ballate venate di blues e psichedelia. Qualcosa che rimandi ad altre epoche ma che sia caratterizzato da energia e originalità. Oggi essere originali è quasi impossibile e come può riuscirci un gruppo che ha da tempo festeggiato i quarant’anni di carriera discografica e concertistica? Come può essere originale un disco che viene presentato come l’ultimo della discografia e come compendio della carriera di un complesso che ha spaziato in ogni ambito sonoro del rock italiano, diventandone una bandiera, un mito?

Eppure… eppure i Not Moving con THAT’S ALL FOLKS! Ci sono riusciti in pieno. Tre cover e una bella manciata di originali composti tutti da Lilith e Dome. Una sezione ritmica granitica e frizzante, le chitarre sempre presenti e mai eccessive e la voce di Lilith sono gli elementi che fanno sì che quando metti questo disco difficilmente ti distrarrai e arriverai alla chiusura in un attimo con la voglia di ricominciare.

La partenza e la chiusura sono affidate a due rifacimenti, Soul Of A Man di Blind Willie Johnson e Not Moving composta da Arto Lindsay per i suoi DNA. In mezzo una terza cover, quella di The Devil With The Blue Dress On dal repertorio di Shorty Long e ripresa in concerto anche dal Boss. Il quartetto formato da Tony Bacciocchi, Lilith, Dome la muerte e Iride Volpi, propone poi brani che si integrano perfettamente con questi recuperi, formando un insieme davvero gradevole che non stanca mai neanche con ripetuti ascolti e che, anzi, invita ogni volta ad alzare il volume, cosa che ormai capita di rado.

E i desideri di ascolto elencati all’inizio di questa piccola disamina? THAT’S ALL FOLKS! li esaudisce tutti. Vi pare poco?

Michele Neri

fotografia: Martina Ridondelli

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