Lula
LULA
autoproduzione, 2025
- Grandine (Di Fiandra-Martinelli-Mazziotti-Giuffrida)
- La zattera della medusa (Di Fiandra-Martinelli-Mazzioti)
- Monica (Di Fiandra-Martinelli-Mazziotti-Giuffrida)
- CIAF (Di Fiandra-Martinelli-Mazziotti)
- Continuo a sognarti (skit) (Di Fiandra)
- Buon compleanno (Di Fiandra-Martinelli-Mazziotti-Giuffrida)
- Diss-astro (Di Fiandra-Martinelli-Mazziotti-Giuffrida)
- Fuori tempo (Di Fiandra-Martinelli-Mazziotti)
- Va bene così (Di Fiandra-Martinelli-Mazziotti)
LULA
Lucrezia di Fiandra, in arte Lula, è al suo esordio discografico con un progetto cresciuto pian piano nel tempo, stratificato negli anni di studio e formazione tra batteria e pianoforte, frutto di ascolti eterogenei e di stimolanti incontri, che cattura elementi dal rap, dal rock e dalla canzone d’autore, senza soluzione di continuità. Fondamentale è stata la collaborazione artistica con Gabriella Martinelli che l’ha portata, nel 2020, a condividere con lei il palco di Sanremo con il brano Il gigante d’acciaio, lasciando peraltro una buona impressione per la bontà del brano e la forza espressiva. Le liriche dei brani, composte quasi tutte con l’aiuto della stessa Gabriella, sono in gran parte concentrate all’attento scrutare del mondo attraverso la sensibilità complessa dell’autrice, analizzando le ferite e le ansie generate da rapporti umani mai troppo chiari, la difficoltà di vivere in un mondo incapace ormai di sognare e di accorgersi della bellezza del mondo, i ricordi che ci necessitano come l’aria e ci fanno danzare insensati come la busta di American Beauty, la caparbietà a dispetto delle contrarietà, l’inquietudine per la riduzione costretta dalle abitudini e dalle normalizzanti aspettative altrui, il sogno di una improbabile isola delle rose da raggiungere. La ragazza rappa, sussurra e grida le proprie insoddisfazioni mostrando una buona e duttile grana vocale, la produzione di Paolo Mazziotti, nel delicato mix di strumenti ed elettronica, ne supporta il variare dei toni condividendo nel ritmo e nei volumi i diversi stati d’animo, dal punk dell’arrabbiata Monica, a una adeguata complessità nella poliritmica La zattera della Medusa, si riduce alla sola chitarra acustica nella delicata Fuori tempo, diventa elettrica per l’anthem Grandine, primo singolo di questa buona opera prima. E va bene così.
Alberto Marchetti
fotografia: Frida Berro







