Alessio Bonomo
LA MUSICA NON ESISTE

CD Esordisco, 2018

di Michele Neri

fotografia di Pietro Marsili Libelli.

Sin dall’inizio gli indizi sono molti: rarefazione, poesia, dolcezza, intensità. La voce incerta di Alessio Bonomo ci accarezza da subito. Sì! Ci accarezza ma non ci abbraccia, mantiene una certa distanza perché ha bisogno di indipendenza, di spazio intorno a sé, perché quelle parole possano volare, possano galleggiare indisturbate sulle onde sonore create da Fausto Mesolella. Ma il dondolio continua per tutto il disco e Lettera d’amore ci introduce soltanto a un mondo fatto di colori tenui e sapori delicati, quelli della ritmica delicata di Reality e dei profumi cromatici di Le rose o ancora quelli di ‘O’mbrello, canzone che sembra davvero arrivare da una galassia lontana in cui per qualche misterioso motivo si declamano poesie napoletane.

E la breve Un lago sembra poco più di un intermezzo mentre raccoglie in pieno l’essenza di questo cantautore campano, uno dei veri poeti della nostra canzone, capace di emozionare con frasi apparentemente semplici che invece descrivono un mondo interiore ricco di sfumature e di brezze improvvise che blandiscono delicatamente le guance. Basta ascoltare Ci vorrebbe qualcuno per capire la potenza interiore di questo disco o ancora Un’altra Italia realizzata con i Musicanuda duo formato da Ferruccio Spinetti e Petra Magoni.

fotografia di Pietro Marsili Libelli.

E si arriva in fondo con un’intensità che non conosce cedimenti, una delicatezza formale che quasi paralizza per farsi ascoltare con maggiore attenzione. Il finale è affidato al momento più epico ed emozionante della raccolta, La musica non esiste. La voce di Alessio si mescola con quelle di Peppe Servillo, Petra Magoni e di Mannarino. Un crescendo irresistibile sottotitolato Fausto, in onore del produttore e arrangiatore dell’album Fausto Mesolella, scomparso prima della pubblicazione. Fu Tony Canto a concludere rispettosamente il lavoro, aggiungendo diverse parti strumentali a un disco praticamente completato, una post produzione raffinata quanto il resto del lavoro. Pierre Ruiz invece si occupò della produzione esecutiva con la sua etichetta Esordisco.
Questo è un disco da punteggio pieno, uno dei più belli degli ultimi anni, l’opera di un cantautore che non offre il fianco ai facili giochi della ricerca dei riferimenti; Alessio è artista unico e originale, sin da quando apparve (il termine è davvero adatto) sul palco di Sanremo con una canzone iconoclasta come La croce. Quasi venti anni dopo ascoltiamo un cantautore maturo, evoluto, protagonista di una musica eterea ma permeata di una forza strabiliante, canzoni che sfuggono e si adagiano delicate, che sfiorano e colpiscono se serve, che è impossibile passino inosservate. Persino in questi tempi distratti.

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