Anna Identici
ALLA MIA GENTE…..

LP Ariston, 1971

di Andrea Direnzo

Tra i finalisti dell’edizione 1964 del Festival di Castrocaro c’è una diciasettenne di Castelleone, paese della provincia cremonese, dotata di una bella voce unita a un’espressività fuori dal comune. Non vince ma viene notata dai dirigenti dell’Ariston che le propongono un contratto discografico. Il suo nome è Anna Identici. Nel 1965 esordisce con il 45 giri Lo stile adatto a me, cover italiana di I Wish I Knew What Dress To Wear dell’americana Ginny Arnell, presentata così nelle note di copertina: “Diciotto anni, un visino pulito, tranquillo, simpatico e una gran voglia di cantare”. La partecipazione a molte manifestazioni le frutta buoni consensi, soprattutto a Sanremo ‘68 dove interpreta la fortunata Quando m’innamoro. Dopo solo tre anni, stanca dell’ambiente, si rende conto che è ormai passato il tempo di stare ad aspettare “la canzone azzeccata al Festival o la mossa magica del successo”, decidendo di non voler essere più un prodotto.

Anna cerca un’altra via, un senso nuovo da infondere al suo percorso, più profondo, più vero. A sorpresa pubblica l’LP ALLA MIA GENTE, dedicato ai canti delle mondine e delle filandiere, canti di denuncia e di lotta di donne lavoratrici a cui sente di appartenere. L’album, produzione di Gianni Guarnieri, si apre con la doppia versione – mondine e partigiana – di Bella ciao e contiene motivi della tradizione recuperati dal Nuovo Canzoniere Popolare a partire dai primi anni Sessanta, in particolare da figure di spicco come Sandra Mantovani, Giovanna Daffini, Giovanna Marini, Ivan Della Mea, Fausto Amodei e Michele Straniero. Due i singoli estratti: L’uva fogarina / Sciur padrun da li beli braghi bianchi e Amore mio non piangere / La mia morosa cara, arrangiati da Gianfranco Lombardi, Franco Orlandini ed Elvio Favilla.

La Identici canta con rinnovata identità, in molti casi nel suo dialetto, usando lo strumento voce in modo diverso, riempiendolo di rabbia e speranza ma soprattutto di verità. Quella stessa verità che l’accompagnerà negli anni a seguire quando proporrà a Sanremo ‘72 Era bello il mio ragazzo sul tema delle “morti bianche” sui cantieri o a Canzonissima l’amara E quando sarò ricca. Nel 1974 un altro disco di canti popolari, E PER LA STRADA, poi uno rivolto all’universo femminile, ANNA COME SEI (1976), per concludere con MARIA BONITA (1986) realizzato con Sergio Bardotti e incentrato sulla condizione sociale delle donne in Sudamerica, ultimo capitolo di un’evoluzione artistica che avrebbe avuto ancora molto da raccontare.

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