Raffaela Siniscalchi, Gabriele Coen, Mario Rivera, Stefano Saletti
HO VISTO NINA VOLARE

CNI (Compagnia Nuove Indye, 2020)

1. Bocca di rosa (De André-G.P. Reverberi)
2. Un malato di cuore (De André-Bentivoglio-Piovani)
3. Il suonatore Jones (De André-Bentivoglio-Piovani)
4. Un blasfemo (Dietro ogni blasfemo c’è un giardino incantato) (De André-Bentivoglio-Piovani)
5. Un giudice (De André-Bentivoglio-Piovani)
6. Ho visto Nina volare (De André-Fossati)
7. Preghiera in gennaio (De André-G.P. Reverberi)
8. Crêuza de mä (De André-Pagani)
9. Volta la carta (De André-Bubola)
10. Khorakhané (a forza di essere vento) (De André-Fossati)
11. Valzer per un amore (De André-Marinuzzi)
12. La canzone di Marinella (De André)
13. Canzone dell’amore perduto (De André)
14. Dolcenera (De André-Fossati)
15. Amore che vieni amore che vai (De André)

HO VISTO NINA VOLARE

È un super quartetto quello che affronta l’ennesimo tributo a Fabrizio De André. Progetto scivoloso per la mole enorme e quasi fastidiosa di raccolte dedicate alle canzoni di De André. E invece qui accade qualcosa di magico e tutto funziona a meraviglia. Non ho scritto miracoloso perché quando i nomi sono questi non c’è nulla di cui stupirsi se gli arrangiamenti, la voce, gli incastri armonici, le singole esecuzioni sono pressoché perfette. E indovinata è anche la scelta del repertorio, anche per l’abusata Bocca di rosa che apre il tutto e che è stata opportunamente rallentata rispetto alla versione troppo veloce che il quartetto eseguiva dal vivo. Il momento top del disco arriva subito con il lungo medley (oltre 13 minuti) che racchiude brani tratti da NON AL DENARO NON ALL’AMORE NE’ AL CIELO, veramente formidabile. Il resto della scaletta alterna grandi classici, ma in fondo tutta la produzione del genovese lo è, e brani un poco trascurati. Le corde di Saletti, le ance di Coen, il basso di Rivera stendono un tappeto di gran lusso per la voce di Raffaela Siniscalchi che si spiega potente e si affaccia discreta regalando momenti di vera poesia musicale. Io non gradisco molto i tributi, anzi spesso li detesto, ma questo è qualcosa che va oltre.

Michele Neri (Vinile 25, aprile 2020)

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