Ivano Alberto Fossati – Oscar Prudente
POCO PRIMA DELL’AURORA

LP Cetra / Numero Uno, 1973

di Michele Neri

copertina di Cesare Monti / Vanda Spinello

Estate 1973, studi Fonorama, Lucio Battisti sta completando le voci del suo nuovo album IL NOSTRO CARO ANGELO, le basi sono già completate mentre il missaggio e alcune sovraincisioni verranno fatte in settembre negli studi Abbey Road di Londra. Per qualche giorno si sovrappongono le lavorazioni di questo album con l’unico dell’inedita coppia formata da Ivano Fossati (per vezzo usa anche il secondo nome ma sarà l’ultima volta) e Oscar Prudente. Fossati incide per la Fonit Cetra mentre Prudente è autore e interprete per la Numero Uno. Per questo motivo il loro album esce con la doppia etichetta, caso insolito e limitato a questo disco e ai due singoli estratti.

I ruoli delle due etichette sono ben distinti: la Fonit si incarica della stampa e della distribuzione del disco mentre la Numero Uno si occupa della fase produttiva. I musicisti infatti sono tutti del giro di Battisti come Gianni Dall’Aglio, Claudio Pascoli e Guido Guglielminetti. Il chitarrista Franco Pacchierotti, impiegato in alcune parti di elettrica non darà più notizie di sé come anche il percussionista Reginaldo Ettore, amico di Prudente e presente anche su Il mio canto libero di Battisti dell’anno precedente.

Il tecnico Bruno Malasoma è lo stesso che ha appena completato IL NOSTRO CARO ANGELO. Ivano Fossati ricorda i pranzi condivisi con Prudente e Battisti nel breve periodo in cui le due produzioni si sono sovrapposte.

Tornando agli aspetti produttivi, Anche se il master stereo è proprietà della Fonit, i nastri multipista sono presenti anche negli archivi della Numero Uno / RCA con numerazione da CKAA 0665 a CKAA 0673 e per una volta spingiamoci in avanti col dettaglio per spiegare il significato del codice alfanumerico. La C indica l’anno, il 1973 in questo caso. La K indica, in una classificazione globale, la RCA Italiana. La A indica che si tratta di un brano di musica leggera mentre l’ultima lettera, un’altra A in questo caso, indica un master multipista. Una S avrebbe indicato un master stereo e una W uno mono.

Il numero di catalogo del disco, LPX 24, segue la numerazione della Cetra ma al disco viene assegnato anche un numero progressivo Numero Uno, utilizzato però solo per la musicassetta, stampata a Roma per conto della RCA. Se il vinile fosse stato stampato anch’esso dalla RCA, si sarebbe notato un ampio solco sotto l’etichetta, è quello della pressa che è stata in uso negli impianto di stampaggio romani sino alla fine del 1974.

Il numero assegnato dalla Numero Uno è 55664, preceduto dalla sigla ZKN. E anche in questo spieghiamo brevemente la sigla: la Z indica un disco di un’etichetta distribuita dalla RCA Italiana (la Numero Uno in questo caso), la K indica il supporto cioè una musicassetta mentre la N identifica proprio l’etichetta Numero Uno. Se si fosse trattato di un vinile, la sigla alfabetica sarebbe stata ZSLN dove SL attestavano lo status di LP stereofonico. Una eventuale D posta davanti alla Z indicherebbe un’edizione più curata cioè con copertina apribile, inserti, eccetera.

fotografie di Cesare Monti

I ruoli sono abbastanza definiti anche per quanto i due protagonisti, Ivano Fossati si occupa delle liriche mentre le musiche sono di Oscar Prudente. Così almeno risulta dai depositi SIAE e così ha sempre confermato Prudente. Io invece ho sempre pensato che le cose siano più sfumate e l’interazione tra i due sia stata più varia. Il primo lato si apre con È l’aurora, cantata in prevalenza da Fossati. Un basso ipnotico e un ritornello irresistibile fanno di questo brano una introduzione a un disco che coinvolge sino alla fine. Un disco che diventa subito manifesto di un’epoca in cui si sperimentava senza paura. È Prudente il protagonista delle più riflessive Prendi fiato e poi vai e L’Africa, mentre è un Fossati ancora un po’ troppo condizionato dal suo amore per i Blood Sweat & Tears nell’impostazione della voce, a proporre, con la bellissima contrapposizione di Prudente, le ritmate e vagamente bucoliche Ehi amico e 10 km dalla città.

Molto diverso il lato B che si apre e chiude con due strumentali, la frenetica Tema del lupo (Voglia di non aspettare) in cui è protagonista Ivano Fossati con la chitarra elettrica, con il flauto e con l’ocarina e poi con la delicata Gil (Voglia di terra), unico episodio che firma da solo e che esegue al flauto con l’accompagnamento dell’acustica di Prudente.

In mezzo due canzoni molto diverse tra loro, la tribale Lo stregone (Voglia di sapere) cantata da Fossati e in cui si può apprezzare un bellissimo solo di sax di Claudio Pascoli. Poi c’è Apri le braccia (Voglia di amare) scritta da Oscar Prudente con il pittore Gianni Celano Giannici, co-autore tra l’altro della copertina del primo album della PFM. Questa è il brano più scanzonato del disco grazie anche a quella che sembra una registrazione in presa diretta. Era già stata incisa da Adriano Pappalardo nel 1972 col titolo Libera amore.

POCO PRIMA DELL’AURORA è uno dei dischi italiani più belli della prima metà degli anni settanta, un periodo in cui peraltro sono stati realizzati veri capolavori. Non sempre, però, viene considerato tale questo album, semplice, genuino e pieno di colpi di genio e di voglia di divertirsi. Voglia che viene trasmessa da ogni solco.

Anche la copertina – apribile – è molto bella, realizzata da Cesare Monti e Vanda Spinello e basata su un collage composto da una foto scattata da Monti a Monikedam (Amsterdam), un disegno della Spinello ed un tramonto in Camargue. All’interno le foto in bianco e nero dei due artisti.

Nel 1974 il disco è uscito anche in Francia, distribuito dalla Vogue.

Recommended Posts