Paolo Di Sabatino | Giovanna Famulari
GIOCHI D’ACQUA
CD Egea Music, 2022
di Chiara Raggi
La musica è un mondo, un linguaggio universale, un ponte per comunicare. Spesso le parole sono complici compagne di note e armonie, a raccontare storie, emozioni che viviamo.
Ma cosa succede quando storie e colori prendono forma senza utilizzare il linguaggio parlato, facendosi forza “solo” della musica come mezzo espressivo?
La risposta a questa domanda è un album incredibilmente diretto e “parlante”: GIOCHI D’ACQUA di Paolo Di Sabatino e Giovanna Famulari, rispettivamente al pianoforte e al violoncello.
Questi due artisti non hanno bisogno di presentazioni, i loro curricula, ricchi di collaborazioni prestigiose, li presentano meglio di come possa fare io.
Quello che invece posso fare è raccontarvi, in poche righe, la gioia, lo scherzo e, al contempo, la profondità musicale, emotiva, viscerale che arriva dal loro connubio, grazie al cielo fissato su nastro – passatemi l’espressione anacronistica ma che porta con sé l’artigianalità e la compiutezza di un lavoro discografico che vive fuori dal tempo.
Dodici tracce, docci piccoli viaggi misurati, scritti e pensati. Dodici storie da immaginare e da vivere, lasciandosi trasportare dalla liricità del violoncello e dalle armonie ricercate del pianoforte.
Un dialogo tra un uomo e una donna, dai timbri differenti come le loro nature, come i loro strumenti, dove yin e yang danzano, si intrecciano e ancora danzano.
Gli arrangiamenti sono curati al millimetro, in un incastro più che felice, direi appagante per chi ascolta. Un album facile da godere e interessante da assimilare nelle sue soluzioni armoniche non scontate e che nulla hanno a che fare con tanta musica prettamente strumentale che strizza l’occhio alla contabilità della musica pop. Ma l’immediatezza è la stessa, le melodie e i contrappunti, gli incastri arrivano all’ascoltatore come carezza o intrigante gioco amoroso. Uno scherzo goliardico, una magia. È così difficile usare la parola magia oggi, suona così banale, al limite del scontato. In questo album invece, la magia accade, è un fatto e per me, si compie nella composizione Strana melodia che di strano non ha nulla se non il fatto di portare alla nostra attenzione un livello di profondità e intelligenza musicale, troppo spesso rari. Abbiamo bisogno di melodie strane, di voci che parlino direttamente al nostro cuore, di afflitti e di palpiti.
Giochi d’acqua, leggeri e brevi come lo scrociare di un’onda che si rifrange sulla riva. Un suono conosciuto, amichevole certamente, che ipnotizza esattamente come stare ad ascoltare il mare d’inverno raccontare le sue innumerevoli storie, che in fondo, sono anche le nostre.






