Lara Molino
FÒRTE E GENDÌLE

FonoBisanzio, 2017

  1. Lu foche di San Tumasse (L. Molino-M. Molino)
  2. Fòrte e gendìle (L. Molino)
  3. Mazzemarèlle (L. Molino-M. Molino)
  4. Scenne d’ore (L. Molino-M. Molino-Gazich)
  5. L’emigrànde (L. Molino-M. Molino)
  6. Pomponio (L. Molino)
  7. Lu vecchie e lu quatràle (L. Molino-M. Molino)
  8. Zi Innàre lu pesciarole (L. Molino-M. Molino)
  9. Lu Sand’Andònie (L. Molino-M. Molino)
  10. Casche la lìve (canto popolare abruzzese)

FÒRTE E GENDÌLE

I dischi belli, quelli belli veramente, hanno un’anima. Questo di Lara Molino ha un’anima polverosa e soleggiata, di sagra e di tradizioni antiche, di quasi leggenda. Lara ha già diverse pubblicazioni al suo attivo e anche collaborazioni di rilievo (con Massimo Varini ad esempio) e ora arriva a questa svolta che ci regala una cantautrice di grande spessore, complice il Maestro Michele Gazich che arrangia e produce ma che ci mette anche il suo violino e la sua viola – e anche la sua etichetta. In questo disco la sobrietà si fa magia e basta ascoltare con attenzione la canzone che dà il titolo all’opera, dove il delizioso duetto violino/chitarra accompagna la voce di Lara con delicata autorità. Le successive Mazzemarèlle e Scénne d’óre, tra gli episodi più riusciti di un album perfetto, evidenziano la varietà delle composizioni di Lara cui il papà Michele Molino ha affidato le sue poesie. E la figlia ne ha avuto cura; con maestria le ha musicate e le ha cantate con un sentimento che solo l’attaccamento alle proprie tradizioni può donare a un artista.

Michele Neri (Vinile 8, giugno 2017)

fotografia: Roberto Ronca

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