Gerardo Balestrieri
CANZONI DI RABBIA E DI GUERRA
autoproduzione, 2025
- 50mila morti (Balestrieri)
- Festival (Balestrieri)
- Kurtz (Balestrieri)
- Neanche una parola in occidente (Balestrieri)
- Chissà (Balestrieri)
- La paura (Balestrieri)
- Si fa presto a cantare d’amore (Balestrieri)
- Mare (Balestrieri)
CANZONI DI RABBIA E DI GUERRA
Gli album di Gerardo Balesterieri hanno sempre un senso, non lasciano indifferenti quando li si ascolta. E questo nuovo CANZONI DI RABBIA E DI GUERRA non fa eccezione. Innanzitutto è un gran bel disco e già questo potrebbe bastare, poi funziona sotto il punto di vista della produzione e degli arrangiamenti di cui si occupa lo stesso Gerardo, coadiuvato da Carlo Di Gennaro. Una certa varietà stilistica, tipica del cantautore, impreziosisce ulteriormente il disco che si lascia godere dall’inizio alla fine. Se non bastasse ci sono i testi, pungenti e ironici, ben costruiti. Balestrieri suona una gran quantità di strumenti affiancato da una bella sezione ritmica che include Carlo Di Gennaro alla batteria, Daniele Vianello al basso e Stefano Ottogalli alle chitarre. Numerosi gli ospiti tra cui spicca senz’altro Pierpaolo Capovilla. Tra le canzoni è difficile scegliere quali evidenziare: le purtroppo attualissime 50mila morti, Chissà o Neanche una parola in occidente? La sarcastica e intelligente Festival? La poetica Si fa presto a cantare d’amore o la conclusiva Mare? No, si fa prima a sentire tutto l’album, non è proprio il caso, se amate la canzone italiana, di perdersi anche una sola nota o un solo verso di questo disco.
Michele Neri






