Carmen Consoli
AMURI LUCI
Narciso Records, 2025
- Amuri luci (Consoli)
- Unnit’ha fattu ‘a stati (Consoli)
- La terra di Hamdis (Consoli / Consoli-Roccaforte) feat. Mahmood
- Mamma tedesca (Consoli / Consoli-Buttitta)
- 3 oru 3 oru (Consoli)
- Bonsai #3 (Ovidio / Consoli)
- Γαλάτεια (Galáteia) (Teocrito-Consoli / Consoli-Scaglitta Calà)
- Parru cu tia (Buttitta-Consoli-Cherubini / Consoli) feat. Jovanotti
- Comu veni veni (Consoli)
- Qual sete voi? (Da Maiano-Da Messina / Consoli) feat. Leonardo Sgroi
- Nimici di l’arma mia (Casella / Consoli)
AMURI LUCI
Che in Italia ci siano grandi musicisti, abili parolieri è cosa risaputa e nota in tutto il mondo, che negli ultimi decenni ci siano state donne in grado di cambiare radicalmente la musica italiana è un fatto che andrebbe studiato e approfondito, tra i nomi che maggiormente hanno apportato innovazione al concetto di cantautrice c’è assolutamente lei, la Cantantessa siciliana, Carmen Consoli, che con il suo stile unico e inimitabile ha portato, non solo una ventata di freschezza al mondo della musica pop, ma ha cambiato radicalmente la nostra visione delle cose. Dopo quattro anni dall’uscita di VOLEVO FARE LA ROCKSTAR la talentosa artista siciliana, che dalla sua terra d’origine non si è distaccata mai, torna con un progetto ambizioso diviso in tre capitoli. AMURI LUCI, è difatti il primo disco di un’importante trilogia che si prefigge l’idea di esplorare le tre anime della cantautrice. Partendo dalle origini mediterranee, AMORI LUCI, approfondisce, omaggia, mostra tutto quello che spesso rimane nascosto. È un album delicato, di alto cantautorato, ben studiato e proposto in una esecuzione davvero sopraffina.
La canzone che apre il disco ci fa capire quanto l’amore possa essere una luce, uno spiraglio, Amuri luci è dedicata a Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia, è una canzone di ricordi, di amore fraterno, di chi non si è mai arreso di fronte al tempo che passa. Unni t’ha fattu ‘a stati parla di chi vive di opportunismo, di chi si butta solo dove pensa di stare meglio, la frase siciliana corrisponde al comune detto “dove hai fatto l’estate fatti pure l’inverno”. Il testo di Mamma Tedesca è ripreso da una lettera/poesia di Ignazio Buttitta, che lui stesso scrisse dopo aver ucciso un soldato tedesco. 3 Oru 3 Oru è una canzone con ritmi più latini e che racconta in maniera ironica la vita di un triste figuro, incapace di assumersi le sue responsabilità con chiunque. Comu veni, veni affronta il tema dell’incomunicabilità in un mondo in cui tutto è comunicazione, tra abusi di linguaggio, verità distorte, notizie false la richiesta è quella di avere più accortezza per le parole e per il silenzio. Nimici di l’arma mia chiude l’album, affronta il tema della triste fine di un amore ed è ripresa da una poesia di Graziosa Casella, è una canzone molto malinconica. Nell’album ci sono due magnifiche vere e proprie perle rare Bonsai #3 e Galàteia (il titolo di quest’ultima è scritto proprio in alfabeto greco), ebbene la prima è una ballata eseguita in versi latini, mentre l’altra è cantata in greco, entrambe le canzoni riprendono il mito di Galatea e di Polifemo, nonché sono un sentito omaggio sia alla cultura latina ma soprattutto a quelle origini che risiedono in quella Sicilia colonia della Magna Grecia, davvero una bellissima intuizione. Non mancano nell’album tre featuring molto importanti: il primo è nella canzone: La terra di Hamdis dove l’inimitabile voce di Mahmood apre un accorato canto sul tema dell’immigrazione, riprendendo la poesia del poeta siculo-arabo Ibn Hamdis, esiliato dopo l’invasione normanna dell’XI secolo; troviamo poi Parru cu tia, la canzone più politica dell’album, scritta e cantata insieme a Jovanotti, ripresa anch’essa da un testo rivisto di Buttitta, il brano è un’esortazione a esprimersi contro le oppressioni, a ribellarsi sempre di fronte a ciò che non troviamo giusto, Jovanotti torna al rap nelle strofe che ha dedicato alla canzone. E, infine, incontriamo la bellissima Qual sete voi? eseguita con il tenore toscano, Leonardo Sgroi, con un arrangiamento lirico davvero sapiente e ricercato, con eco da reminiscenze orchestrali, il duetto fa rivivere lo scambio epistolare avvenuto tra Nina da Messina e Dante da Maiano, in un dialogo che sa di contemporaneità ma che celebra l’antico, il bello, il sogno, il candore di un’epoca che non c’è più.
AMURI LUCI è un album ricercato, ricco di citazioni, di cultura, di richiami, di arte, di strumenti antichi uniti a quelli più moderni, laddove il suono è principalmente acustico non mancano interventi di musica sintetica, elettronica, di synth che ben si amalgamano e dialogano con il più antico, cadenzato e melodioso scacciapensieri che fa quasi da fil rouge a tutte le liriche dell’album.
Come primo disco di questa trilogia ci lascia davvero scalpitanti per i prossimi a venire e Carmen Consoli si attesta come migliore tra le migliori cantautrici italiane, non solo come scrittura, non solo come esecuzione, ma anche come genialità di idee.
Imma I.







