Sano
OPOPOMOZ

Bomba Dischi, 2025

  1. Azzurri, azzurrissimi (Capone-De Cesaris-Monaco)
  2. Marcass a q (Capone-De Cesaris-Monaco)
  3. La prima notte insieme (Stilo-Capone-De Cesaris-Romano-Monaco-Fatalò)
  4. Privilegio stupendo (Capone-De Cesaris-Monaco-Salernitano)
  5. Opopomoz (Capone-De Cesaris-Monaco)
  6. Gelosissima (Capone-De Cesaris-Monaco)
  7. Fast Love Vomero (Marengo-Capone)
  8. Calore (Capone-De Cesaris-Monaco-Fatalò)
  9. Scem (Capone-Salernitano-Monaco)
  10. Thru (Capone-Monaco)

OPOPOMOZ

Disco d’esordio solista per Sano, alter ego di Riccardo Capone, giovanissimo napoletano, anima del progetto Thru Collected e con un Ep alle spalle dal titolo L’INDUSTRIA, IL POP, LA CAMERA, IL SESSO. In questo nuovo lavoro discografico dal titolo evocativo OPOPOMOZ, costituito da dieci tracce, Sano si rivela con tutto il suo talento. Il disco risulta fresco, frizzante, studiato, molto contemporaneo e anche divertente. Il giovane cantautore è perfettamente a suo agio sia nella parte suonata che in quella cantata, i testi sono semplici ma diretti, si affrontano temi importanti che partono dal centro, passano per il ‘cavone’ e arrivano fino alle periferie. Si parla di amore, che sembra l’unica salvezza possibile per chi non ha niente, ma anche di dipendenze, di amicizia, di quartieri di periferia. Si parla di Napoli, ma non solo, difatti in queste canzoni la città con i suoi anfratti diventa ombelico del mondo per l’universalità del messaggio che arriva a parlare a chiunque. La voce è profonda e si lascia ricordare. È un disco sulle fragilità della vita ma che cerca di farci guardare oltre le certezze che ci vengono imposte, con l’occhio della giovinezza e della speranza, “Marcass a q”, laddove ‘q’ sta per ‘quartiere’ racconta una quotidianità sfacciata e irriverente, tipica di chi vuol fare il gradasso ma che dentro in realtà trema. È un ottimo album d’esordio, sicuramente una bellissima rivelazione per questo contesto musicale che attinge sì, da Liberato, ma se ne distacca per creare un proprio stile e un proprio futuro.

Imma I.

fotografia: Andrea Marchesano

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