CRONACHE DI UN TEMPO STORTO
CD 230007; 12/05/2023 Italia
1. Patrimonio dell'Unesco (Galoni)
2. L'esercizio fisico di piangere (Galoni)
3. In mezzo alla fretta (Galoni)
4. Mare Magnum (Galoni)
5. Non devi avere paura di niente (Galoni)
6. La strada di casa (Galoni)
7. Sui piani alti di un palazzo (Galoni)
8. Le rovine di Pompei (Galoni)
9. Gino (Galoni)
10. Come il cobalto negli iPhone (Galoni)
11. Buoni propositi per il nuovo anno (Galoni)
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Note e Curiosità:- Confezione in cartoncino apribile.
- Ufficio stampa: Big Time.
Recensione:Premessa: Emanuele Galoni, in arte semplicemente Galoni, è un artista incredibile, di spessore, nel senso che i suoi brani sono stratificati e ti portano in profondità. Perciò questo viaggio all’interno di Cronache di un tempo storto, suo ultimo album, non può che cominciare con il consiglio, come si farebbe con un caro amico, di andare a recuperare tutti i suoi precedenti lavori discografici. Un tempo storto il nostro, certamente. Le mille storture con cui tentiamo di combattere nel quotidiano, spesso perdendo malamente, sono così evidenti. Così feroci a volte, oramai endemiche, ma senza che mai il bisogno di provare a raddrizzarlo il mondo, e il tempo, si affievolisca.
Cronache, narrazioni quasi giornalistiche, personaggi principali, antagonisti, la loro presentazione, poi la storia che si svolge e il culmine con lo svelamento della sorte del protagonista. Storie in cui Galoni non è solo occhio che osserva, penna che racconta, voce fuori campo, ma anche e spesso centro del racconto. Riflessioni che dalla brutalità della vita partono e alla vita ritornano, portandosi addosso sempre una malinconia struggente, seme però di movimento e mai di resa.
In quadri sonori coinvolgenti e fortemente evocativi, le parole si distendono e prendono ciascuna il loro posto con precisione chirurgica, come fossero state sempre lì, essenza stessa di quelle melodie. Sa usare tutte le sfumature Galoni, come pochi, come pochissimi altri della sua generazione. L’ironia amara che si mischia alla tenerezza, per esempio, il realismo sfrontato con la necessità di una poetica illusione, tutto con l’evidente capacità di raccogliere in un’immagine, in un fotogramma, emozioni dirompenti che per essere comprese necessiterebbero di pagine e pagine.
Un compendio delle relazioni umane, e dei nodi che le compongono. L’ascolto di questo album permette semplicemente di dare un nome alle cose che ci accadono nella vita, quelle di fuori, perché lo sguardo di chi racconta è preciso nel portarci anche negli angoli più nascosti, e quelle di dentro, sempre così inafferrabili eppure così limpide quando svelate dalle sue parole. L’esercizio fisico di piangere, che ha fermato il lockdown 2020 in una canzone, è una delle cose più emozionanti che siano state scritte. Buoni propositi per il nuovo anno, che chiude il disco, dovremmo cantarcela ogni giorno allo specchio. In mezzo ci sono altri nove brani, con dentro tutti noi, nessuno escluso.
Giulia Zichella (L'isola che non c'era, 2023)
Scritto durante la pandemia, nel suo nuovo album Galoni ridisegna la geografia spaesata delle nostre incertezze, analizza la realtà drogata dalla velocità, dall’insensato consumo del tempo, dalla febbrile ricerca esterna di una irraggiungibile felicità, stigmatizza la distanza dai potenti, fa l’elogio della misura, della lentezza, della cura, dell’attenzione, della pausa consapevole, della riflessione virtuosa. È la sua una scrittura ricca di metafore, è complessa e illuminante, efficace nel descrivere i paradossi del quotidiano, l’incapacità di vivere il presente con la stessa intensità che si dedica ai ricordi, l’esternazione virale senza vera conoscenza. Tante le citazioni, dall’apocalittico La strada di Cormac McCarthy al Bulgakov de Il maestro e Margherita ne L’esercizio fisico di piangere, dal Carver dei racconti americani al Philip Roth della Pastorale, e poi ancora Woody Guthrie in Buoni propositi, Bob Dylan, il Cyrano e Guccini, il mare malato di Dalla, tutta la canzone d’autore italiana più nobile. Le musiche, figlie di una straordinaria vena melodica, hanno una struttura solida, briosa, coinvolgente, di pronta presa. Senza dubbio uno dei migliori album in circolazione.
Alberto Marchetti (Vinile 39, luglio 2023)